ogni storia ha un inizio ed ogni inizio avrebbe potuto essere molteplici possibili alternative. nella maggior parte delle circostanze è da un esordio piuttosto casuale che con scientifica serendipità è possibile prevedere un domino di consequenzialità spedite verso una ed una sola fine. se ciascun inizio è intrinsecamente dotato di mai nati gemelli diversi, esistono altrettanti infiniti svolgimenti che si sarebbero attaccati all’incipit vincente, con il loro finale adeguato. inizi e svolgimenti e fini, armati di artificiosa logicità, fanno di ogni storia solo un universo di molteplicità in potenza. ed è così che tutti i debutti naufragati con i loro mondi possibili abitano solo gli scarti del pantano delle probabilità che chiamiamo sogni.
ci sono storie che non so raccontare ed io se non me le racconto, le storie, non le capisco. così dissimulo l’ignoranza mentre cerco significanti per significati ancora mai nati. balbetto in mente definizioni, mi costringo nella babele di pensieri a partorire enunciazioni per non perdere quella storia senza racconto che senza lemmi non può avere evoluzione.
ci sono storie che non so raccontare perché non trovo le parole adatte. e non le trovo nonostante la lucida consapevolezza dell'Esserci di una parola appropriata per ogni cosa. anche più di una. è una parola dietro l’altra che si snodano le storie da raccontare, quelle storie che senza parole finiscono per non esistere. l'essere senza l'esserci, il sein senza dasein, la storia senza racconto. così scompaiono anche se hanno avuto un tempo ed un luogo e dei colori e dei sapori. sono state. però, se non hanno trovato delle parole da attaccarsi addosso, semplicemente finiscono per scomparire e lo fanno così, quasi senza essere mai esistite, perché nessuno le ha capite.
io capisco solo quello che si può raccontare, perchè nel replicare il conto della narrazione l'ordino e gli do un senso. il sesto, l'animazione. c’era una volta e poi tutte le altre parole. ha un senso, ha un'anima. ha un'azione. e lo ha perfino quando le parole sono un po’ disordinate, stropicciate o inventate.
c’era una volta una storia che non sapevo raccontare. la storia senza parole che se avesse mai trovato una semantica sarebbe potuta diventare romantica.